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La disfonia. Cos’è e quali sono i trattamenti

A cura di
Michela
Conte

Il termine disfonia, classificabile tra i disturbi della voce, indica una alterazione della voce sia in termini quantitativi che qualitativi. Può essere comunemente identificata, a torto, con la voce rauca. Quali sono l’eziologia e i trattamenti.

Che cosa è la disfonia?

La disfonia è l’alterazione qualitativa o quantitativa della voce, o nel caso dei neonati un’alterazione del pianto. È sintomo di numerose patologie che possono colpire le strutture anatomiche atte a generare la voce:

  • i polmoni che generano il flusso di aria espiratoria
  • la laringe che attraverso la vibrazione della mucosa delle corde vocali produce la vibrazione sonora
  • le strutture sopraglottiche
  • le prime vie aeree che, modificando le caratteristiche del suono, fungono da cassa di risonanza.

Quali sono i sintomi della disfonia?

La disfonia si manifesta nell’incapacità a svolgere performance vocali comuni o professionali. I sintomi sono diversi.

Ci sono i segni oggettivi di tipo acustico quali alterazioni di intensità, frequenza, timbro della voce. Ci sono poi i segni soggettivi, cioè la sensazione di far fatica a parlare associata a volte a mal di gola e sensazione di costrizione o bolo in gola. Poi c’è l’aspetto psicologico, cioè la sensazione di sgradevolezza o inadeguatezza della propria voce.

I sintomi, inoltre, possono essere presenti saltuariamente o costantemente, in tutte o solo in particolari situazioni comunicative.

Come viene diagnosticata la disfonia?

La disfonia, essendo un sintomo, viene riferita dal paziente o dai genitori nel caso di bambini. Nelle eventualità in cui la disfonia tende a persistere, è necessario rivolgersi ad uno specialista otorinolaringoiatra o foniatra.

Lo specialista deve innanzitutto raccogliere:

  • un’anamnesi accurata, deve cioè indagare le tempistiche di insorgenza della disfonia. Nel caso di bambini se è presente dalla nascita o insorta successivamente, se presente costantemente o saltuariamente
  • i fattori di rischio predisponenti, professionisti della voce, fumo, alcool, interventi chirurgici precedenti
  • i sintomi associati quali mal di gola, difficoltà alla deglutizione, sensazione di bolo faringeo.

Lo specialista poi deve eseguire una fibrolaringoscopia o una videostroboscopia mediante strumentazione rigida o flessibile, che permette di ispezionare le prime vie aeree e in particolare la laringe. Sarà possibile valutarne la morfologia e la motilità, la presenza di lesioni organiche o atteggiamenti muscolo-tensivi della laringe. Nel caso di bambini, a volte è necessario eseguire l’endoscopia delle vie aeree in anestesia generale.

Inoltre, è possibile eseguire un’analisi elettroacustica della voce (M.D.V.P.), oppure nel caso di alterazione della motilità delle corde vocali, è necessario eseguire un’elettromiografia laringea. Mentre se si sospetta reflusso gastro-esofageo è possibile eseguire una pHmetria delle 24H.

Quali sono le cause della disfonia?

Le cause sono numerose, distinguiamo innanzitutto le disfonie organiche dalle disfonie funzionali.

Tra le disfonie funzionali rientrano le alterazioni della voce che non si accompagnano a modificazioni organiche primarie delle strutture anatomiche interessate alla creazione della voce.

Caratteristica principale di questo gruppo di pazienti è lo sforzo vocale o abuso vocale, che porta a una iperadduzione delle false corde o una costrizione sopraglottica generate come meccanismo di compenso. Con sforzi sempre maggiori e voce sempre più bassa. Tipico paziente che si sveglia la mattina con la voce normale, ma arriva a fine giornata senza voce.

Molto frequente è la disfonia ipercinetica dei bambini secondaria al non rispetto dell’alternanza interlocutoria: parlare uno sopra l’altro, gridare negli spazi aperti, televisione e musica di sottofondo che costringono ad alzare la voce.

Disfonie organiche

Le disfonie organiche, invece, comprendono tutte le patologie in cui si riscontra un’alterazione delle strutture anatomiche coinvolte nella produzione della voce o la motilità delle stesse.

Innanzitutto le forme infiammatorie: le laringiti acute o croniche. La mucosa di rivestimento della laringe diviene edematosa e si alterano i movimenti vibratori che generano la voce. Nelle laringiti acute si associa a mal di gola, difficoltà a deglutire e dispnea, nei bambini anche a stridore laringeo. Inoltre, nei bambini i sintomi sono molto più gravi in quanto lo spazio respiratorio laringeo è molto più piccolo.

Le laringiti croniche sono processi infiammatori subacuti o cronici secondari a fattori esogeni come fumo di sigaretta, alcool o fattori endogeni come il reflusso gastro-esofageo.

Tra le disfonie organiche rientrano le neoformazioni benigne delle corde vocali che distinguiamo in forme congenite e forme acquisite: citi epidermoidi e sulcus vocalis, noduli, cisti da ritenzione, polipi, edema di Reinke, granulomi, sono neoformazioni localizzate sulla mucosa della corda vocale e che ne alterano la vibrazione.

La papillomatosi laringea è causata da papilloma virus umani (HPV). Si caratterizza per la comparsa di lesioni mucose esofitiche, a morfologia papillare. È una malattia benigna con un andamento fortemente recidivante e con la possibilità infrequente di trasformazione maligna. È maggiormente diffusa in età pediatrica.

Tra le altre cause vanno indicate anche le lesioni precancerose e le neoplasie maligne della laringe, i soggetti più a rischio sono i forti fumatori. I traumi della laringe sono poco frequenti, ma altra possibile causa di disfonia organica.

Quanto tempo ci vuole per far tornare la voce?

La tempistica di recupero è molto variabile e dipende dalla causa. Nei casi più comuni di laringite acuta in circa 8-15 giorni si recupera totalmente la propria voce, nei casi più complessi c’è bisogno di un lungo periodo di riabilitazione logopedica.

Per altre patologie, in particolare dopo interventi chirurgici demolitivi della laringe, non è possibile ritornare ad una voce normale, ma solo un recupero parziale.

Quale terapia è prevista?

Il trattamento dipende dalla causa della disfonia. Il trattamento medico si avvale essenzialmente dei cortisonici, somministrati in aerosol o per bocca. Il paziente può avere problemi più o meno significativi di reflusso acido gastro-esofageo, quindi è sempre raccomandabile una protezione gastrica, per evitare che il reflusso gastro-esofageo peggiori la patologia laringea in trattamento.

In tutte le lesioni cordali acquisite è fondamentale l’abolizione del fumo. Importante opzione terapeutica della disfonia è la rieducazione logopedica, soprattutto nelle disfonie funzionali, ma consigliata anche per i pazienti con lesioni benigne delle corde vocali sia prima del trattamento chirurgico che dopo.

La disfonia organica di lesioni benigne è aggravata da una disfonia disfunzionale che sovrapposta peggiora ulteriormente la qualità della voce. La terapia logopedica alcune volte può evitare il ricorso all’intervento chirurgico, quando la risoluzione di questa componente disfunzionale porta al raggiungimento di parametri vocali soddisfacenti, in particolare la fatica fonatoria.

Nel caso di papillomatosi laringea, o lesioni maligne laringee si opta per il trattamento chirurgico.