Che cos’è la visita geriatrica?
La visita geriatrica è una valutazione medica completa e multidimensionale, pensata per prendersi cura della persona anziana nella sua globalità. Svolge una visita geriatrica un medico specializzato in geriatria, in grado di costruire un quadro completo dello stato di salute fisico, cognitivo, funzionale e socio-familiare del paziente.
Gli obiettivi sono diagnosticare, valutare lo stato di autonomia, intercettare precocemente i segnali di fragilità e definire un piano terapeutico e assistenziale su misura.
La visita è indicata a partire dai 65 anni come strumento di prevenzione, e diventa particolarmente importante dopo i 75 anni, quando il rischio di fragilità, cadute e decadimento cognitivo aumenta in modo significativo. È uno strumento prezioso anche per i familiari che vogliono capire come supportare al meglio i propri cari e orientarsi tra le risorse disponibili.
Qual è l'obiettivo di una visita geriatrica?
La visita geriatrica ha l'obiettivo di valutare lo stato di salute della persona anziana in modo globale, andando oltre la semplice gestione delle singole patologie. Il geriatra non si limita a curare la malattia, ma si occupa della qualità della vita del paziente nel suo insieme: autonomia nelle attività quotidiane, salute mentale, equilibrio emotivo, contesto familiare e sociale.
Gli obiettivi principali possono essere così sintetizzati:
- diagnosi e gestione delle patologie croniche, spesso multiple e interconnesse
- prevenzione della fragilità: identificazione precoce dei fattori di rischio che possono portare a perdita di autonomia
- valutazione del rischio di cadute e indicazione a interventi preventivi
- monitoraggio del decadimento cognitivo: diagnosi precoce di Alzheimer, demenze e altri disturbi neurodegenerativi
- revisione della terapia farmacologica: nei pazienti anziani che assumono molti farmaci, la politerapia può causare effetti indesiderati e interazioni da gestire con attenzione
- supporto al nucleo familiare: orientamento su stile di vita, assistenza domiciliare e risorse territoriali disponibili.
Cosa valuta il geriatra?
Il geriatra, più che di patologie specifiche, si occupa dello stato di salute generale della persona anziana. Questo tuttavia comporta anche che essa sia particolarmente attenta ad alcune condizioni degenerative o anche patologiche che tipicamente colpiscono l’organismo quando il corpo comincia ad invecchiare.
Tra queste per esempio ci sono:
Chi deve sottoporsi ad una visita geriatrica?
In generale si dovrebbe sottoporre ad una visita geriatrica chiunque raggiunga un’età superiore ai 65 anni in modo da verificare lo stato di salute generale. La visita è infatti indirizzata a quelli che sono statisticamente i problemi più frequenti nella terza età e come detto ha valore preventivo in funzione del mantenimento di una buona qualità della vita del paziente.
Il controllo geriatrico andrebbe fatto con cadenza annuale nel caso di pazienti sani. Nel caso di pazienti con patologie pregresse e/o terapie in corso, la frequenza dipenderà invece dal parere dello specialista o degli specialisti coinvolti.
Visita con il geriatra, quando farla?
È consigliato rivolgersi al geriatra a partire dai 65 anni, anche in assenza di sintomi gravi, come strumento di prevenzione e monitoraggio. Alcune situazioni rendono però la visita particolarmente urgente e necessaria.
I segnali cognitivi e comportamentali che richiedono approfondimento geriatrico sono:
I segnali fisici e funzionali da indagare sono:
- difficoltà motorie, instabilità nella deambulazione o cadute frequenti
- perdita di peso non intenzionale o diminuzione dell'appetito
- stanchezza cronica e riduzione della capacità di svolgere le attività quotidiane
- incontinenza urinaria o altri problemi all'apparato escretore.
Ci sono poi contesti clinici specifici:
- politerapia, assunzione contemporanea di cinque o più farmaci, con rischio di interazioni
- periodo successivo a interventi chirurgici maggiori o ricoveri ospedalieri
- diagnosi recente di patologie croniche come diabete, insufficienza cardiaca o BPCO
- presenza di fattori di rischio per osteoporosi, sarcopenia o fragilità.
Come si svolge una visita geriatrica?
La visita geriatrica si svolge in ambulatorio e dura generalmente tra i 45 e i 60 minuti, più a lungo di una visita specialistica standard, perché richiede un'analisi approfondita e multidimensionale. Non è invasiva e non è dolorosa.
Il medico inizia con una raccolta dettagliata della storia clinica: patologie attuali e pregresse, farmaci assunti, eventuali interventi chirurgici, condizioni di vita e rete familiare. Viene poi svolto l'esame obiettivo, con la valutazione fisica generale degli apparati principali.
Una parte fondamentale della visita è dedicata alla valutazione cognitiva e funzionale, condotta attraverso test e scale validate: strumenti come il Mini Mental State Examination (MMSE) permettono di misurare memoria, attenzione e orientamento, mentre scale specifiche valutano la capacità di svolgere in autonomia le attività quotidiane.
Al termine della visita, il geriatra definisce un piano terapeutico e assistenziale, che può includere modifiche alla terapia farmacologica, indicazioni sullo stile di vita, prescrizione di esami di approfondimento o l'attivazione di vere e proprie reti di supporto domiciliare e sociale. Cosa serve dopo la visita lo decide il medico insieme al paziente e alla famiglia, tenendo conto della qualità di vita come criterio guida.
Come prepararsi a una visita geriatrica
La preparazione alla visita geriatrica non richiede accorgimenti particolari sul piano fisico, ma una buona organizzazione della documentazione clinica disponibile permette al geriatra di lavorare in modo più efficace e di costruire subito un quadro completo della situazione.
È utile portare con sé: gli esami del sangue recenti e gli esami strumentali (ECG, radiografie, ecografie, TAC o risonanza magnetica); l'elenco completo e aggiornato di tutti i farmaci assunti, con dosaggi e frequenza; le lettere di dimissione da eventuali ricoveri ospedalieri recenti; i referti di visite specialistiche precedenti.
È importante anche riferire al medico informazioni sul contesto di vita: con chi vive il paziente, qual è il suo livello di autonomia nelle attività quotidiane, se ha già ricevuto assistenza domiciliare o altri servizi di supporto. Se la visita riguarda un familiare anziano che non è in grado di riferire autonomamente la propria storia clinica, è utile che un familiare o un caregiver sia presente durante il colloquio.