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Xerostomia: le cause e i rimedi in caso di bocca asciutta

La xerostomia o bocca asciutta: di cosa si tratta e come si può alleviare la mancanza di saliva migliorando la qualità di vita del paziente.
A cura di
Alessandra
Lissoni

Che cos'è la xerostomia?

La xerostomia, scientificamente definita “secchezza delle fauci” ma più comunemente conosciuta come bocca secca o asciutta, indica la percezione da parte del paziente di una riduzione della saliva e quindi la sensazione di avere una cavità orale poco lubrificata e idratata, appunto detta secchezza orale.

Di per sé la xerostomia non è una patologia e il termine può essere impiegato anche se mancano segni clinici della reale assenza o diminuzione della saliva, facendo riferimento esclusivamente al sintomo soggettivo di secchezza riferito dal paziente.

Che cos'è la saliva?

La saliva è un fluido biologico estremamente importante, costituito da acqua per il 99% e da molecole organiche e inorganiche. Il suo compito è quello di lubrificare ed emulsionare il cibo ed inoltre ci aiuta a deglutire e a parlare. 

Nella saliva è possibile reperire numerose tracce e residui di sostanze che indicano lo stato fisiologico dell’organismo e la presenza di eventuali stati patologici. A questo proposito, infatti, la ricerca scientifica sta valutando e verificando l'impiego di questo fluido per eseguire test di screening di patologie importanti quali epatite e HIV e sta mappando determinate sequenze di RNA per individuare malattie genetiche.

Costituita da una parte sierosa ed una mucosa, la saliva è secreta da tre ghiandole salivari: la parotide, la sottomandibolare e la sottolinguale. La bocca inoltre dispone di oltre 600-1000 ghiandole salivari minori distribuite sul palato, sui bordi della lingua e sulle labbra.

La saliva ha funzioni molto importanti per la mucosa orale, prevenendo in parte la proliferazione batterica, ma anche per la digestione; contiene, infatti, enzimi digestivi quali ptialina, lisozima, amilasi, prolina e lattoferrina, alcune immunoglobuline che hanno anche una modesta attività antibatterica.

Il pH salivare è compreso tra valori relativamente neutri, 6 e 7.4 e, inoltre, la presenza di ioni potassio e bicarbonato produce un effetto tampone che bilancia situazioni particolarmente a rischio quali la carie e l'erosione dello smalto dentale. L’assunzione di alimenti e bevande acide può infatti abbassare il pH sotto la soglia 5.5 portando alla demineralizzazione dello smalto.

In un soggetto sano, la produzione di saliva è effettuata per il 90% dalle ghiandole salivari maggiori, di cui il 60% solo dalla sottomandibolare, e si aggira attorno a 0.6 lt/die. Un flusso salivare a riposo non stimolato, in condizioni fisiologiche, va da 0.3 a 0.5 ml/minuto. Si parla di iposcialia o iposalivazione quando c'è una effettiva riduzione e la produzione salivare, che non arriva a 0.1 ml/minuto.

Quali sono le cause?

Le cause di questo disturbo sono prevalentemente legate all'assunzione cronica di farmaci, in particolare se si tratta di più medicine al giorno e di diverse classi farmaceutiche. Molti dei trattamenti farmacologici prescritti più frequentemente per patologie comuni hanno infatti un effetto “xerogenico”, in quanto influiscono sull'azione secretoria delle ghiandole salivari, ma possono causare anche xeroftalmia, ovvero secchezza oculare. Tra i farmaci “responsabili” si trovano:

  • anticoagulanti
  • diuretici
  • ansiolitici
  • antidepressivi
  • antipertensivi
  • neurolettici
  • antistaminici
  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)
  • antiretrovirali
  • inalatori a base di cortisone
  • alcuni integratori multivitaminici

La xerostomia può verificarsi anche a causa di malattie sistemiche, nei pazienti oncologici trattati con radioterapia nell'area testa-collo e chemioterapia, oppure nei pazienti con patologie autoimmuni come la Sindrome di Sjögren, disfunzioni tiroidee (ipotiroidismo o iper-tiroidismo) o diabete non controllato.

Altre possibili cause possono derivare da un'ostruzione dei dotti salivari (calcoli detti sialoliti) oppure da patologie a carico delle ghiandole salivari maggiori. Anche i disturbi della sfera emotiva, come ansia, stress, depressione e i disturbi alimentari (anoressia e bulimia) possono causare in alcuni casi un quadro clinico di xerostomia.

Bocca asciutta: ecco quali sono i sintomi

Il paziente riferisce generalmente una sensazione generalizzata di disidratazione della bocca, ma possono coesistere anche altri sintomi. La gola spesso è rossa e dolente, il naso asciutto, le labbra screpolate e si può verificare una pungente sensazione di bruciore oppure alito cattivo. La lingua può apparire arrossata e rivestita da una patina biancastra oppure fissurata, ovvero con solchi sul suo dorso. 

I pazienti che soffrono di xerostomia hanno di solito problemi a deglutire o a mangiare cibi particolarmente asciutti e friabili come il riso bollito, pane, biscotti oppure non riescono a mangiare cibi acidi e piccanti. In alcuni casi, hanno un'alterazione dei gusti delle pietanze oppure hanno difficoltà a portare protesi mobili come scheletrati o dentiere poiché viene a mancare l'effetto ritentivo che la saliva svolge. Nei casi più importanti, possono inoltre insorgere infezioni opportunistiche quali la candidosi, le scialoadeniti (infezioni virali o batteriche delle ghiandole salivari), le carie radicolari, l'erosione e ipersensibilità dentale. Spesso, in caso di secchezza notturna, i pazienti tengono un bicchiere d'acqua sul comodino durante la notte per lenire l'aridità del cavo orale che tende a svegliarli.

Combattere la secchezza della bocca: cosa mangiare e cosa evitare

L'ideale sarebbe ripristinare, per quanto possibile, la lubrificazione del cavo orale per migliorare il quadro clinico del paziente ed alleviare la sensazione di secchezza. In commercio esistono diversi prodotti che non richiedono prescrizione medica e possono aiutare a idratare il cavo orale.

Questi prodotti sono disponibili sotto forma di formulazioni generalmente usate per igiene orale, come dentifricio, gel, collutorio e spray. Inoltre le formulazioni sono disponibili anche come chewing-gums, compresse o losanghe

Il paziente dovrebbe sottoporsi a regolari sedute di igiene dentale professionale e visite di controllo in base alla severità del quadro clinico di xerostomia. Altrettanto importante è che venga mantenuta una adeguata igiene orale quotidiana.

Andrebbe consigliato al paziente di limitare cibi salati o piccanti, caffè, the, sport drinks, bevande zuccherate o carbonate, alcolici. Sarebbe utile, inoltre, prediligere semplice acqua, incentivare l'uso di lubrificanti o stimolanti per aumentare la salivazione, specialmente prima dei pasti oppure del riposo notturno e suggerire al paziente di masticare gomme oppure succhiare caramelle senza zucchero.

Gli esami per valutare la xerostomia e i rimedi

Qualora dovesse insorgere una sensazione di secchezza persistente, in particolare se parallela all’uso dei farmaci menzionati, è opportuno che il paziente venga visitato da uno specialista della medicina orale per avere una diagnosi definitiva in base ai segni e ai sintomi clinici e soggettivi.

Vi sono alcuni esami che è possibile svolgere per determinare il grado di gravità della situazione. Oltre a metodi più semplici, come l’utilizzo di un abbassalingua per verificare la superficie linguale e il grado di idratazione della cavità orale, vi sono altri metodi più accurati. Uno di questi consiste nella sialometria, che si svolge stimolando la produzione di saliva, raccogliendola dai principali canali di uscita e valutandone il flusso, soprattutto qualora non sia chiara la presenza di xerostomia. Anche la biopsia delle ghiandole salivari può essere utile, per verificare che non vi siano criticità funzionali o morfologiche.

Sulla base di queste evidenze è possibile che il medico dia indicazioni sugli accorgimenti da seguire sia per un regime alimentare migliore che per un’assunzione di farmaci ottimizzata in modo da non creare disagi durante la notte, quando il paziente potrebbe essere più a rischio di sviluppare carie.