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Le tappe dello sviluppo psicomotorio

Quali sono le fasi dello sviluppo psicomotorio nella vita del bambino? In cosa consistono? Perché sono importanti per i genitori? Tutto quello che c'è da sapere
A cura di
Daniela
Callegari

Tappe dello sviluppo psicomotorio: di cosa si tratta?

Le tappe dello sviluppo psicomotorio sono gli stadi attraverso cui il bambino acquisisce competenze e abilità cognitive, relazionali, motorie e posturali. Questo processo è il risultato progressivo della maturazione del Sistema Nervoso Centrale, e si articola in fasi distinte che si presentano in una sequenza universale e sempre uguale. 

Conoscere le tappe dello sviluppo psicomotorio del bambino permette di individuare precocemente eventuali anomalie dello sviluppo e, se è possibile, porvi rimedio. 

Quali sono le fasi dello sviluppo del bambino?

Le fasi dello sviluppo del bambino, come detto in precedenza, prevedono l’acquisizione di diverse competenze e abilità che coinvolgono:

  • Il movimento e la postura
  • L’intelligenza e il linguaggio
  • La sfera emotiva e relazionale.

Intelligenza e capacità motorie si sviluppano e si accrescono con reciproca influenza. Ognuna di queste componenti ha un’importanza fondamentale per la crescita e viene acquisita in tempi e modi diversi. Vediamo precisamente come. 

Sviluppo motorio

Ma cosa si intende per sviluppo motorio?

Lo sviluppo motorio è il processo attraverso cui il neonato passa dalla posizione supina alla stazione eretta. Ogni tappa di questo processo prevede l'acquisizione di posture e movimenti specifici, e appare in determinati momenti della vita del neonato e secondo un ordine preciso. Al momento della nascita, il neonato presenta reazioni motorie automatiche che, nei primi quattro mesi di vita, lasciano il posto a reazioni riflesse. Queste ultime concorrono a strutturare la postura del bambino e a facilitare il raggiungimento dell’assetto verticale. 

Vediamo lo schema delle principali tappe posturali e motorie, suddivise in base all’età del bambino: 

  • 3 mesi: controlla il collo e la testa, può afferrare gli oggetti
  • 4 mesi e 2 settimane: ruota sul fianco
  • 6 mesi e 1 settimana: ruota sulla pancia
  • 7 mesi e mezzo: ruota dalla pancia alla schiena
  • 10 mesi: striscia sulla pancia (reptazione)
  • 11 mesi e 2 settimane: sta a quattro zampe e mantiene la posizione seduta
  • 11 mesi e 3 settimane: sta in ginocchio
  • 1 anno: riesce a mettersi in piedi
  • 1 anno e 4 mesi: compie i primi passi
  • 1 anno e mezzo: cammina con sicurezza.

L’ordine cronologico delle tappe dello sviluppo motorio procede quasi sempre senza variazioni, anche se è possibile che a volte un bambino raggiunga una fase prima di un’altra. Alcune tappe, invece, si succedono secondo un ordine inderogabile: in altri termini, non è possibile che un bambino impari a camminare senza riuscire prima a mettersi in piedi. 

Sviluppo cognitivo e del linguaggio

Lo sviluppo cognitivo e quello del linguaggio procedono ugualmente per fasi progressive. Il neonato inizia ad acquisire informazioni dall’ambiente esterno e a memorizzarle, attraverso la creazione di rappresentazioni mentali. Passa così da una fase di intelligenza senso-motoria, in cui gli stimoli sono centrati sulla percezione sensoriale e sulla gestione dei movimenti, a una fase in cui inizia a differenziare i mezzi dagli scopi. Progressivamente, la capacità di astrarre e di creare rappresentazioni mentali migliora sempre di più, fino all’acquisizione del linguaggio.

Ecco un breve prospetto delle principali acquisizioni cognitive, in base all’età del bambino: 

  • 4 mesi: è in grado di agire intenzionalmente su un oggetto per raggiungere uno scopo
  • 8 mesi: cerca un oggetto nascosto
  • Fino ai 10 mesi: sorride, emette vocalizzi e suoni sillabici (lallazione)
  • 1 anno: pronuncia le prime parole ed emette suoni onomatopeici; sperimenta nuove strategie
  • 1 anno e mezzo: indica, nomina, ripete le parole, è in grado di imitare, e di fare giochi simbolici (è in grado di assumere comportamenti di finzione e simulazione) 
  • 2 anni: pronuncia frasi semplici, ha un vocabolario di 20 parole
  • 3 anni: pronuncia frasi complete
  • più di 3 anni: parla, ha un vocabolario sufficientemente ricco.

Sviluppo emotivo-relazionale

Il bambino nasce con una abilità innata e biologicamente predeterminata a costruire rapporti affettivi. Anche lo sviluppo emotivo-relazionale avviene per fasi progressive e prevede graduali acquisizioni. 

Il neonato, nei primi mesi di vita, vive un rapporto simbiotico con la madre, in cui si percepisce come indifferenziato rispetto ad essa. Attraverso fasi posteriori, che prevedono la mancata soddisfazione dei bisogni e la delusione, il bambino prende coscienza della realtà esterna, inizia a intessere relazioni con gli altri, fino ad arrivare alla completa consapevolezza della propria individualità. 

Tutto questo permette al bambino di passare da una fase di assoluta dipendenza dagli adulti a una maggiore autonomia

Ecco le principali tappe dello sviluppo emotivo-relazionale del bambino:

  • 3 mesi: il bambino sorride alla vista del volto umano o di quello di una bambola
  • 6 mesi: riconosce i volti familiari
  • 8 mesi: fa il gesto del “ciao”, se sollecitato dai genitori
  • 10 mesi: è in grado di richiamare l’attenzione su di sé
  • 12 mesi: è consapevole di essere un individuo.

Cosa va maggiormente a influenzare lo sviluppo psicomotorio del bambino?

Lo sviluppo psicomotorio del bambino è influenzato soprattutto dalla relazione con gli adulti, dalle caratteristiche dell’ambiente che lo circonda e dalle esperienze che gli vengono offerte in ambito familiare ed educativo. 

Quando queste relazioni sono soddisfacenti e le condizioni per una sana crescita sono garantite, le tappe dello sviluppo psicomotorio si succedono regolarmente, senza ostacoli o ritardi. Il ruolo direttivo dell'adulto è fondamentale: l’adulto può incoraggiare, insegnare e proibire. 

È di fondamentale importanze che l’adulto rispetti i tempi di evoluzione del bambino, che lo incoraggi a fare, a intraprendere, a costruire. Un atteggiamento di questo tipo, oltre favorire lo sviluppo psicomotorio, contribuisce a formare nel bambino sentimenti di fiducia in se stesso e di competenza. 

Come si misura lo sviluppo psicomotorio del bambino?

Lo sviluppo psicomotorio del bambino si misura attraverso la scala di valutazione del comportamento del neonato, anche detta NBAS. Si tratta di una valutazione clinica e neurologica, strutturata in prove con un ordine di esecuzione progressivo, ma non fisso.

È stata pubblicata da Berry Brazelton nel 1973, e da allora è stata utilizzata sia come strumento di ricerca sulle competenze e le capacità del neonato, sia nella pratica clinica che mira a coinvolgere i genitori nel processo di osservazione e comprensione del loro bambino.

In cosa consiste la NBAS?

La NBAS consiste nel sottoporre il neonato a una serie di osservazioni e stimoli in stato di sonno, dormiveglia, veglia. Viene somministrata ai neonati fino al secondo mese di vita compiuto e può essere utilizzata anche nei prematuri sani con l'aggiunta di prove e stimoli supplementari. La NBAS permette di ottenere informazioni sullo stato del bambino, e in particolare sul suo:

  • Sistema Nervoso autonomo: presenza o assenza di tremori e sussulti, cambiamento del colore della pelle
  • Organizzazione motoria: tono muscolare, grado di attività motoria, riflessi neurologici, capacità di portare la mano alla bocca
  • Organizzazione degli stati comportamentali: stato di sonno-dormiveglia-veglia, loro labilità, grado di irritabilità, capacità di escludere gli stimoli disturbanti, consolabilità, capacità di auto-calmarsi
  • Qualità dell'attenzione e dell'interazione del neonato agli stimoli visivi, uditivi, tattili

La NBAS è un esame interattivo tra il pediatra e il neonato. Il pediatra offre al piccolo degli stimoli (visivi, tattili, uditivi), osserva le sue reazioni e, in base a queste, modifica il proprio comportamento. L'attenzione sensibile ai segnali di risposta del neonato e la flessibilità nel dare gli stimoli sono di grande importanza per le informazioni che si possono ricavare dalla valutazione.

Perché la valutazione dello sviluppo psicomotorio è importante?

La valutazione dello sviluppo psicomotorio oltre a fornire importanti informazioni sull’evoluzione del bambino e sul raggiungimento delle tappe delle sviluppo psicomotorio, è utile a:

  • Coinvolgere i genitori come partecipanti attivi nel processo di osservazione e comprensione del comportamento del loro bambino
  • Condividere con i genitori le capacità del loro piccolo nel processo di adattamento al nuovo ambiente
  • Permettere ai genitori comprendere meglio il neonato per aiutarlo a costruire un attaccamento precoce e sicuro
  • Prestare ascolto ai sentimenti e alle preoccupazioni dei genitori in relazione a se stessi e al proprio bambini
  • Comprendere e discutere con i genitori le modalità di educazione necessarie nella relazione con il loro bambino
  • Comprendere il temperamento del neonato e verificare le sue prestazioni in risposta agli stimoli offerti
  • Costruire un'alleanza pediatra-genitori, dove la figura del pediatra sia sentita dai genitori come supporto non solo per la crescita e la salute del bambino ma anche per un armonioso sviluppo psicomotorio, cognitivo ed emotivo.