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L’artrite settica. Cos’è, sintomi, terapia

A cura di
Enrico Roberto
Pedotti

L’artrite settica è l’infezione acuta a carico di un’articolazione, spesso anca o ginocchio. Richiede intervento tempestivo, con antibiotici, per evitare danni potenzialmente permanenti.

Che cos’è l’artrite settica?

L’artrite settica è l’infezione acuta di un’articolazione causata dalla presenza di batteri, virus o funghi nel liquido sinoviale. Il liquido sinoviale si trova, in quantità ridotte, nelle articolazioni e svolge un ruolo di lubrificazione e protezione delle estremità distali delle articolazioni per tutte le volte in cui avviene un movimento.

Questo tipo di artrite è una condizione grave che provoca infiammazione intensa, dolore, gonfiore e limitazione dei movimenti nell’articolazione colpita.

Si manifesta il più delle volte a carico dell’anca e del ginocchio. Caviglia, spalla, gomito o polso sono invece interessati con minore frequenza. Pazienti in età pediatrica e anziani ne soffrono maggiormente.

Quali sono i sintomi dell’artrite settica?

L’artrite settica si manifesta con sintomi acuti e severi, che richiedono un intervento medico immediato per evitare danni articolari permanenti. I principali sintomi possono essere:

  • dolore intenso e improvviso nell’articolazione colpita, che peggiora con il movimento. Nel caso di interessamento del ginocchio, si parla di gonalgia
  • gonfiore e arrossamento della zona interessata, con aumento della temperatura locale
  • rigidità articolare e limitazione dei movimenti, spesso marcata
  • febbre e brividi, segni di un’infezione sistemica in corso
  • malessere generale con debolezza e affaticamento
  • versamento articolare, che può essere rilevato con esami clinici o imaging.

Se non trattata rapidamente, è bene ripetere, l’artrite settica può determinare danni all’articolazione colpita, sepsi e disabilità.

L’artrite settica è contagiosa?

No, questo tipo di artrite non è contagiosa, non si trasmette quindi per via diretta da persona a persona.

Quali sono le cause dell’artrite settica?

Gli agenti patogeni principali sono:

Fattori di rischio

I fattori di rischio per l’artrite settica aumentano la probabilità che un'infezione batterica, virale o fungina raggiunga un’articolazione e provochi un'infiammazione grave. E sono:

  • età avanzata: gli anziani hanno un sistema immunitario meno efficiente e una maggiore predisposizione alle infezioni
  • immunosoppressione: pazienti con HIV, diabete, cancro, malattie autoimmuni o in terapia con farmaci immunosoppressori
  • artrite preesistente: chi soffre di artrite reumatoide, artrosi o gotta ha articolazioni più vulnerabili alle infezioni
  • protesi articolari: gli impianti protesici possono facilitare la colonizzazione batterica, soprattutto nei primi mesi dopo l’intervento
  • diabete mellito: alterazioni del sistema immunitario e della circolazione aumentano il rischio di infezioni
  • interventi chirurgici o iniezioni intra-articolari: possono introdurre direttamente i batteri nell’articolazione
  • traumi e ferite articolari: tagli profondi, fratture esposte o punture possono essere vie d’ingresso per i patogeni
  • uso di droghe per via endovenosa: favorisce infezioni ematogene, con diffusione ai tessuti articolari
  • infezioni batteriche in corso: polmoniti, infezioni urinarie o cutanee possono diffondersi nel sangue e raggiungere un’articolazione.

Diagnosi di artrite settica

La diagnosi di artrite settica si basa su valutazione clinica, analisi del liquido sinoviale ed esami di imaging. Il medico esamina i sintomi del paziente, come dolore articolare intenso, gonfiore, arrossamento e febbre, per stabilire l’eventualità di un’infezione articolare. Il test principale è l’artrocentesi, che prevede il prelievo di liquido sinoviale dall’articolazione colpita per l’analisi microscopica, la conta leucocitaria e la coltura batterica, fondamentali per identificare il patogeno responsabile.

Gli esami del sangue, come la VES e la proteina C-reattiva, possono indicare un’infiammazione, mentre l’emocoltura aiuta a rilevare infezioni sistemiche. La diagnostica per immagini, come radiografia, ecografia o risonanza magnetica, è utile per valutare il danno articolare e distinguere l’artrite settica da eventuali altre condizioni.

Quali terapie sono necessarie per l’artrite settica?

Il trattamento dell’artrite settica è un’emergenza medica, si diceva, e richiede un intervento tempestivo per prevenire danni durevoli. La terapia principale consiste nella somministrazione immediata di antibiotici per via endovenosa, scelti in base al patogeno identificato tramite l’analisi del liquido sinoviale. In attesa dei risultati della coltura, si utilizzano antibiotici ad ampio spettro per coprire i batteri più comuni, come Staphylococcus aureus e Streptococcus.

Oltre alla terapia antibiotica, va drenato il liquido infetto attraverso artrocentesi ripetute, artroscopia o, nei casi più gravi, intervento chirurgico aperto per rimuovere il materiale purulento e ridurre l’infiammazione. Durante il trattamento, l’articolazione deve essere immobilizzata temporaneamente per ridurre il dolore. La mobilizzazione precoce è poi importante per prevenire rigidità e complicanze.

Il monitoraggio dell’arto interessato, con esami di laboratorio e di imaging, serve a valutare l’efficacia della terapia, oltre a contrastare recidive e complicanze.