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La sindrome della cauda equina

A cura di
Alberto
Lerario

La sindrome della cauda equina si manifesta quando il gruppo di nervi che si estende dal fondo del midollo spinale subisce compressione o danneggiamento.

Cos'è la sindrome della cauda equina?

La sindrome della cauda equina è una grave condizione neurologica dovuta a stenosi spinale lombare, caratterizzata dalla compressione dei nervi che si estendono dal fondo del midollo spinale, nella regione lombare

Il termine "cauda equina" deriva dal latino e significa "coda di cavallo", poiché l'insieme di nervi spinali in questa zona ricorda proprio la forma di una coda di cavallo. Questi nervi sono responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi tra il cervello e le parti inferiori del corpo, inclusi gli arti inferiori, la vescica, il retto e i genitali.

Quando si verifica una compressione su questi nervi, si manifestano sintomi neurologici gravi che richiedono un intervento medico urgente. Questa sindrome deve infatti essere trattata rapidamente per minimizzare le complicazioni a lungo termine.

Quando inizia la cauda equina?

In un'ottica anatomica, il midollo spinale rappresenta la porzione del sistema nervoso centrale che, partendo dal cervello, si snoda protetta all'interno della colonna vertebrale (nel cosiddetto canale vertebrale).

Da quest'asse centrale si diramano i nervi responsabili dei collegamenti con la periferia del corpo, ramificandosi in un'intricata rete di connessioni che permette il movimento, la sensibilità e le diverse funzioni corporee.

La cauda equina inizia all'incirca a livello delle vertebre lombari L1-L2, dove il midollo spinale termina e si diramano le radici nervose. Questi nervi si estendono verso il basso, attraversando le vertebre lombari e il sacro, per innervare le parti inferiori del corpo

La sindrome della cauda equina si manifesta quando questi nervi vengono compressi, e le sue cause possono essere attribuite a una varietà di condizioni patologiche.

La causa più comune è l'ernia del disco lombare, in cui il materiale del disco intervertebrale si protrude nel canale spinale e comprime i nervi. 

Altre cause includono:

Anche le fratture vertebrali dovute a osteoporosi o incidenti possono contribuire allo sviluppo della sindrome.

Quali sono i sintomi della cauda equina?

I sintomi della sindrome della cauda equina comprendono gravi segni neurologici. Il primo campanello d'allarme è spesso la ritenzione urinaria, seguita da un peggioramento che porta all'incontinenza

Altri sintomi tipici prevedono:

  • la lombalgia severa
  • una sciatalgia bilaterale (dolore che si irradia lungo entrambe le gambe)
  • debolezza e intorpidimento degli arti inferiori
  • una ridotta sensibilità nella regione perineale e sacrale, nota come “anestesia a sella”: questo intorpidimento può coinvolgere le natiche, i genitali e l'area attorno all'ano.

Nei casi più gravi e se non trattata tempestivamente, questa condizione può portare alla paraplegia, ovvero la paralisi degli arti inferiori, e alla perdita del controllo sfinterico, causando incontinenza fecale

Alcuni pazienti possono anche sperimentare disfunzione erettile a causa dell'interessamento dei nervi responsabili della funzione sessuale.

I sintomi possono insorgere rapidamente e peggiorare nel giro di poche ore o giorni. È fondamentale intervenire entro 48 ore dalla loro insorgenza per evitare danni permanenti ai nervi.

L'assenza bilaterale del riflesso patellare, verificato con il test del martelletto neurologico sul ginocchio, e la presenza di lombalgia severa sono i segnali chiave per la diagnosi immediata, a cui si aggiungono la difficoltà a camminare, la debolezza progressiva delle gambe e la perdita della sensibilità (e delle funzione motoria) nella zona innervata dalla cauda equina. 

Diagnosi della sindrome della cauda equina

La diagnosi si basa su una combinazione di valutazione clinica e imaging avanzato. Quando un paziente presenta sintomi sospetti, il primo passo da fare è procedere con un esame obiettivo approfondito, durante il quale il medico valuta la forza muscolare, i riflessi, la sensibilità e la funzione degli sfinteri anale e vescicale. 

Un test comune è il segno di Lasègue, che consiste nello stendere la gamba del paziente mentre è disteso in posizione supina per verificare la presenza di dolore sciatico, indicativo di compressione nervosa.

L'esame di imaging più adeguato per confermare la diagnosi è la risonanza magnetica (MRI), che fornisce immagini dettagliate delle strutture nervose e dei tessuti molli circostanti. La MRI è particolarmente utile per identificare compressioni causate da ernie discali, tumori, ascessi o altre anomalie strutturali. 

Se la MRI non è disponibile, una tomografia computerizzata (CT) con mielografia può essere utilizzata come alternativa. La mielografia implica l'iniezione di un mezzo di contrasto nel canale spinale per migliorare la visibilità delle radici nervose durante la CT.

Si guarisce dalla cauda equina?

La prognosi della sindrome della cauda equina dipende in gran parte dalla tempestività e dall'efficacia del trattamento. Un intervento chirurgico tempestivo, solitamente entro 48 ore dall'insorgenza dei sintomi, è fondamentale per alleviare la compressione sui nervi e migliorare le probabilità di recupero. 

Senza un trattamento rapido, i danni ai nervi possono diventare permanenti, portando a gravi disabilità come la paraplegia e l'incontinenza.

Il trattamento primario è la decompressione chirurgica, che mira a rimuovere la causa della compressione, come un'ernia del disco o un tumore. In alcuni casi, possono essere necessari ulteriori interventi per stabilizzare la colonna vertebrale o trattare altre condizioni sottostanti.

Oltre alla chirurgia, la terapia può includere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e corticosteroidi per ridurre l'infiammazione e il dolore. La fisioterapia è spesso una parte importante del processo di recupero, aiutando a migliorare la forza muscolare, la mobilità e la funzione generale degli arti inferiori.

Il recupero a seguito dell’intervento può variare da paziente a paziente: alcuni individui possono recuperare completamente, mentre altri possono sperimentare residui di debolezza, dolore o disfunzione sensoriale. Nei casi più gravi, può essere necessaria una riabilitazione a lungo termine per gestire le conseguenze permanenti della sindrome.