La BPCO è una malattia polmonare molto diffusa ma poco conosciuta, che colpisce prevalentemente i fumatori ed è caratterizzata da un’ostruzione delle vie aeree.
Che cos’è la BPCO?
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia polmonare progressiva caratterizzata da un’ostruzione persistente delle vie aeree, che provoca difficoltà respiratorie.
Ad essere interessati sono bronchi e polmoni, e la difficoltà respiratoria si associa a tosse con catarro, oltre che bronchiti ricorrenti. Le condizioni più severe che può provocare sono enfisema e polmoniti, fino ad una vera e propria insufficienza respiratoria.
La causa più diretta della BPCO è il fumo di sigaretta, insieme a sostanze che risultano tossiche per i polmoni. La BPCO è una condizione cronica, e i suoi danni sono irreversibili. Tuttavia è possibile controllarne i sintomi attraverso. Mediamente, ad essere colpito è il 5% della popolazione mondiale e, superati i 60 anni, può colpire 1 persona su 5.
Quali sono i sintomi della BPCO?
La broncopneumopatia cronica ostruttiva si manifesta attraverso una serie di sintomi respiratori che tendono a peggiorare nel tempo:
- tosse cronica: spesso presente al mattino, può persistere durante tutta la giornata e si accompagna a produzione di muco
- produzione di espettorato: muco che può variare in quantità e colore, talvolta diventando giallo o verde durante le riacutizzazioni
- dispnea (mancanza di respiro): inizialmente durante sforzi fisici, può progredire fino a manifestarsi anche a riposo
- respiro sibilante: suono fischiante durante la respirazione, indicativo di ostruzione delle vie aeree
- oppressione toracica: sensazione di costrizione o peso sul petto.
Questi sintomi, per non essere male interpretati, vanno associati all'indagine diagnostica tramite spirometria.
Quali sono gli stadi della Bpco?
Questa patologia è stata classificata in quattro diversi livelli di gravità, mediante l’utilizzo del sistema Global Initiative on Obstructive Lung Disease (Gold) e il test del volume espiratorio forzato (FEV1) che serve per misurare la quantità di aria che il paziente può espirare con forza in un secondo dopo aver soffiato all’interno di uno spirometro:
- stadio 0: il paziente presenta come sintomi una tosse cronica con produzione di espettorato (più comunemente catarro). Sottoponendo il soggetto a rischio a spirometria, la funzionalità respiratoria risulta essere ancora nella norma
- stadio I: la malattia è ancora lieve (GOLD 1, maggiore o uguale all’80% FEV1) e il paziente per il momento presenta solo una leggera riduzione della capacità respiratoria
- stadio II: la malattia è moderata (GOLD 2, 50-80% FEV1) e i sintomi cominciano ad assumere una maggior gravità, il paziente infatti presenta dispnea in caso di sforzo e una maggior riduzione nella capacità respiratoria
- stadio III: la malattia, a questo punto, si presenta severa (GOLD 3, 20-50% FEV1) e caratterizzata da una notevole riduzione della capacità respiratoria. Il paziente presenta segni clinici sia di insufficienza cardiaca che respiratoria
- stadio IV: la malattia si presenta molto grave (GOLD 4, meno del 30% FEV1)
Complicanze della BPCO
Le principali complicanze della BPCO sono, come accennato, le infezioni di tipo respiratorio. Ipazienti con diagnosi di BPCO presentano maggiore suscettibilità verso raffreddore, influenza e polmonite.
Perché viene la BPCO?
Il più importante fattore di rischio della BPCO è il fumo di sigaretta, e in genere il fumo di tabacco, ma anche l'inalazione di fumo passivo espone egualmente al rischio di BPCO, seppure in minore misura rispetto al fumo attivo.
Altre cause riconosciute, che tuttavia hanno un impatto minore soprattutto nel mondo occidentale, sono l'esposizione professionale a sostanze irritanti o l'esposizione a irritanti in ambito domestico, generati dal riscaldamento o dalla cottura degli alimenti.
Oltre a queste, anche l’inquinamento atmosferico dell’aria, con lo smog e le polveri sottili, rappresenta un fattore di rischio nella comparsa di questa patologia e nel suo aggravarsi.
Le infezioni possono contribuire alle riacutizzazioni, mentre non è sicuro il loro ruolo nell'insorgenza della malattia. In alcuni, pochissimi, pazienti vi è una predisposizione genetica allo sviluppo della BPCO, che tuttavia richiede sempre l'esposizione a un rischio ambientale quale il fumo di sigaretta.
Patologie associate alla BPCO
La BPCO si associa frequentemente ad altre malattie croniche, definite comorbidità.
Le principali sono:
Le comorbidità hanno un importante effetto sulla prognosi del paziente BPCO. Ad esempio, la coesistenza di BPCO e malattie cardiovascolari è condizione di peggioramento della prognosi: i decessi dei pazienti con BPCO sono da imputare alla presenza di questa comorbidità piuttosto che alla BPCO stessa.
Come si svolge la diagnosi di BPCO?
La spirometria è il test di riferimento per avere diagnosi di BCPO, misura la quantità e la velocità dell'aria espirata, determinando la presenza di ostruzione delle vie aeree. Un rapporto FEV1/FVC inferiore al 70% dopo la somministrazione di un broncodilatatore conferma la diagnosi di BPCO.
Oltre a questa, il pannello completo di esami è composto da:
- spirometria: test fondamentale che
- radiografia del torace: utile per identificare segni di iperinsufflazione polmonare e per escludere altre patologie polmonari
- TAC del torace: fornisce immagini dettagliate per individuare anomalie come enfisema o bronchiectasie
- emogasanalisi arteriosa: misura i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue, valutando l'efficienza degli scambi gassosi e l'eventuale presenza di insufficienza respiratoria
- test del cammino di 6 minuti: valuta la tolleranza allo sforzo e la capacità funzionale del paziente, misurando la distanza percorsa in sei minuti su una superficie piana.
Quanto satura un paziente con BPCO?
Nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la saturazione arteriosa di ossigeno (SpO₂) ideale si colloca tra l’88% e il 92%. Questo intervallo è considerato ottimale per garantire un'adeguata ossigenazione dei tessuti senza rischiare l’ipercapnia, ossia un’eccessiva concentrazione di anidride carbonica nel sangue.
Quanto si vive con BPCO grave?
Considerando che la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è una patologia prevenibile e trattabile, ma purtroppo non guaribile, se non diagnosticata in tempo, determina che il 50% dei malati affetti da questo disturbo abbia tempi di sopravvivenza che non superano i 10 anni dalla diagnosi.
Come si muore per BPCO?
Nei casi si Bpco grave le cause di morte principali sono rappresentate da:
Quale terapia viene utilizzata nella cura della BPCO?
Il primo intervento sui pazienti BPCO fumatori è smettere di fumare. Si deve valutare la disponibilità del paziente ad accettare questa raccomandazione e a iniziare un'adeguata terapia medica e di supporto psicologico.
La terapia farmacologica regolare è importante per controllare i sintomi della patologia, migliorare la qualità della vita, aumentare la tolleranza allo sforzo, ridurre la frequenza di riacutizzazioni e può aumentare la sopravvivenza, ma nessuno è in grado di rallentare o arrestare la progressiva e continua perdita di funzione respiratoria.
I farmaci prescritti e utilizzati sono:
Nei casi di grave insufficienza respiratoria viene indicata sia l'ossigenoterapia che la ventilazione meccanica. Altro aspetto importante e non di secondo piano è il peso. Per non affaticare ulteriormente le vie respiratorie e per tenere in continua attività i muscoli del respiro, è necessario che il paziente si sottoponga al quotidiano esercizio fisico.
Tutti i pazienti affetti da questa patologia, in assenza di rare controindicazioni, dovrebbero eseguire annualmente il vaccino antinfluenzale.
Chi ha la BPCO deve camminare?
L’attività fisica, come ad esempio il camminare, è raccomandata per le persone con BPCO. Mantenersi attivi può migliorare la capacità respiratoria, ridurre i sintomi e aumentare la qualità della vita.
Anche se respirare richiede più sforzo per chi ha la BPCO, l’esercizio regolare aiuta a rafforzare i muscoli respiratori e a migliorare la resistenza. È importante consultare il proprio medico per definire un programma di attività fisica adeguato alle proprie condizioni. Iniziare con esercizi leggeri, come brevi passeggiate, e aumentare gradualmente l’intensità può essere di benefico. L’ascolto del proprio corpo rimane di estrema importanza: se si avverte mancanza di respiro o affaticamento eccessivo, è consigliabile fare una pausa.
Prevenzione della BPCO
La prevenzione deve essere orientata a controllare i fattori di rischio e fra questi soprattutto l'esposizione a fumo di sigaretta, in quanto la cessazione del fumo è indispensabile non solo per la prevenzione della BPCO, ma di molte malattie polmonari, cardiovascolari e del cancro del polmone.
Altri importanti fattori di rischio comprendono l'esposizione professionale a sostanze inquinanti e polveri ed è quindi fondamentale il controllo della conformità degli ambienti di lavoro alle normative vigenti.