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Vitamina D, perché e quando fare questo test

La Vitamina D è una vitamina liposolubile necessaria per l’assorbimento a livello intestinale di minerali come il calcio, il fosfato e il magnesio. Perché fare questo test, quando e in cosa consiste
A cura di
Francesca
Michelacci

Nome

25-idrossi-vitamina D – 1,25 diidrossi-vitamina D

Altri nomi

Colecalciferolo, Calcidiolo (25-idrossi-vitamina D), 25OH-Vitamina D2, 25OH-vitamina D3, 25-Idrossicolecalciferolo, Calcifediolo (25-idrossi-vitamina D), Calciferolo o Ergocalciferolo, Calcitriolo, 1,25(OH)2D

Codice regionale

90.44.5

Perché fare il test della Vitamina D?

È necessario fare il test della Vitamina D per verificarne o meno la carenza e in caso sia necessario andare a monitorare l’eventuale supplementazione della stessa.

Quando fare il test della Vitamina D?

Il test di Vitamina D viene prescritta in caso di:

  • valori anomali di calcio, fosforo e PTH
  • quando viene fatta la diagnosi di una patologia ossea
  • si ha il sospetto di carenza di Vitamina D
  • nel caso in cui ci sia un’integrazione di Vitamina D per verificare e controllare le concentrazioni raggiunte

Campione richiesto per il test della Vitamina D?

Campione di sangue venoso prelevato dal braccio del paziente.

Preparazione

L’esame non richiede alcuna preparazione.

Serve il digiuno?

È consigliabile presentarsi a digiuno.

È opportuno fare l’esame della Vitamina D di prima mattina?

Sì, è sicuramente preferibile svolgere il test di prima mattina.

In cosa consiste l’esame della Vitamina D?

La vitamina D aiuta l'intestino ad assorbire il calcio e mantiene livelli adeguati di calcio e fosforo, in modo da garantire una corretta mineralizzazione dell'osso, per la sua crescita e per il rimodellamento. Livelli adeguati di vitamina D prevengono il rachitismo nei bambini e la fragilità ossea nell'adulto, oltre alla ben nota osteoporosi nell'anziano.

La vitamina D ha molte altre funzioni fisiologiche importanti per il nostro organismo, inclusa la modulazione della crescita cellulare, il rafforzamento e la regolazione delle difese immunitarie, il mantenimento della funzione neuromuscolare.

Queste ulteriori funzioni fisiologiche avvalorano l'ipotesi che la Vitamina D sia coinvolta in altri disturbi, come le malattie autoimmuni e i tumori.

Cosa sappiamo con questo esame?

Facendo il test della Vitamina D possiamo scoprire se il paziente sia carente o meno di questa vitamina e in quale quantità.

I valori di riferimento sono i seguenti, per uomo e donna, espressi in ng/ml:

  • carenza: minore di 10
  • insufficienza: 10 - 30
  • sufficienza: 30 – 100
  • tossicità: maggiore di 100

Tali valori sono sovrapponibili a quelli indicati dall'US Endocrine Society che definisce la carenza a valori < 20 ng/ml e l'insufficienza compresa tra 21 e 30 ng/ml e dall'Institute of Medicine statunitense che riconosce in valori pari o superiore a 20 ng/ml una concentrazione adeguata per il mantenimento di buona salute ossea. Livelli superiori a 30 ng/ml non offrono effetti significativamente migliori.

Quando viene prescritto l’esame della Vitamina D?

Studi epidemiologici hanno riscontrato un'elevata percentuale di casi di carenza di vitamina D nella popolazione generale, complice anche il cambiamento di abitudini della società, per cui diminuiscono sempre più i momenti all'aria aperta e alla luce del sole in favore di quelli tra le mura domestiche o di un ufficio. La carenza non si misura con il dosaggio ematico della forma attiva, infatti l'1,25 (OH)₂D non riflette l'effettivo stato della vitamina perché ha un'emivita troppo breve e i suoi livelli nel sangue periferico sono di gran lunga inferiori a quelli del 25(OH)D, considerato il miglior indicatore sierico, con un'emivita di due-tre settimane.

Il dosaggio della vitamina D riveste un ruolo essenziale nel monitoraggio dei pazienti che presentano disturbi del metabolismo del calcio associati a:

  • Rachitismo
  • Ipocalcemia
  • Gravidanza
  • Osteodistrofia nutrizionale e renale
  • Ipoparatiroidismo
  • Osteoporosi nella postmenopausa
  • Per chi assume farmaci che possono interferire con l'assorbimento della vitamina stessa (es. cortisonici, corticosteroidi, anticonvulsivanti)
  • Per soggetti affetti da patologie che causano malassorbimento (fibrosi cistica, celiachia, Morbo di Crohn)
  • Per soggetti a rischio, come anziani e persone ricoverate, persone obese o che hanno subito bypass gastrico

Utile da sapere

La vitamina D è una vitamina liposolubile, presente in modeste quantità in:

  • pesci grassi (come il salmone e le aringhe)
  • uova
  • latte e derivati
  • funghi

Inoltre lo possiamo trovare anche sotto forma d’integratore dietetico.

Nonostante questo, la presenza nell'organismo di vitamina D è dovuta in minima parte all'assunzione alimentare, la principale fonte è la sintesi cutanea che avviene in seguito all'esposizione ai raggi solari UV-B. In entrambi i casi, la vitamina D deve essere attivata per poter essere utilizzata dal nostro organismo, e questo avviene a opera di due reazioni, la prima nel fegato (conversione a calcidiolo [25(OH)D]), la seconda nel rene, dove si produce la forma fisiologicamente attiva [1,25(OH) 2 D], il calcitriolo.

Il metabolismo della vitamina D può essere influenzato da vari fattori:

  • ambientali come l'esposizione al sole, uso di creme solari protettive che impediscono la fotoconversione, la pigmentazione della pelle e l'abbigliamento
  • fisiologici come l'età, indice di massa corporea, volume extracellulare
  • genetici come i polimorfismi di geni coinvolti nella sintesi dei recettori o di enzimi
  • individuali come l'abitudine al fumo, patologie o terapie farmacologiche che ne limitano l'assorbimento o la trasformazione

Quali sono i livelli di assunzione raccomandabili?

Visti i numerosi compiti e funzioni di questo prezioso micronutriente, recentemente sono stati alzati i livelli di assunzione raccomandati, proprio per garantire tutti i benefici legati a un corretto livello di Vitamina D nell'organismo.

ILARN (livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) raccomandano 10µg (400 IU) di vitamina al giorno fino a un anno di vita, 15 µg (600 IU) per bambini, adolescenti e adulti e 20µg (800 IU) per gli anziani. 

La vitamina D viene espressa come colecalciferolo (1 μg di colecalciferolo = 40 IU vit. D).

È importante assumere supplementi di Vitamina D?

Nel caso di ipovitaminosi D il medico curante o lo specialista consiglieranno una supplementazione vitaminica. 

La vitamina D somministrata si accumula in gran parte nel tessuto adiposo, per poi essere rilasciata gradualmente. Questo aspetto consente di utilizzare diversi schemi di somministrazione: giornaliera, settimanale, mensile, trimestrale o annuale (per bocca o intramuscolo).

La supplementazione giornaliera di vitamina D è di circa 800 - 1000 UI al giorno, ma può aumentare fino A 2000 - 4000 UI (sempre al giorno) nelle condizioni di severo deficit, con concomitante assente esposizione solare, ridotto apporto dietetico e ridotto assorbimento di calcio.

Bisogna ricordare però che la fonte primaria di vitamina D rimane l'esposizione alla luce solare: è necessario quindi passare più tempo possibile all'aria aperta, migliorando il proprio stile di vita che andrà ad incidere positivamente sulla nostra salute.