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Artrosi: Come Funziona?

L'artrosi è una malattia cronica e degenerativa che colpisce le articolazioni, causando la progressiva perdita delle loro componenti anatomiche. Vediamo insieme alla reumatologa del Centro Medico Santagostino quali sono i sintomi e la terapia.
A cura di
Patrizia
Gibertini

L'artrosi, o osteoartrosi, è una malattia cronica delle articolazioni. È la principale e la più frequente delle malattie reumatiche e la sua incidenza è correlata all'età. Arriva a colpire fino al 10% degli adulti, e il 50% della popolazione al di sopra dei 60 anni, con una netta prevalenza di soggetti di sesso femminile. 

Cos’è l’artrosi e come si manifesta

L'artrosi, nello specifico, si manifesta con lesioni degenerative a carico delle cartilagini articolari, e può portare alla loro progressiva perdita e distruzione. Il processo di deterioramento della cartilagine, infatti, dà luogo alla formazione di osteofiti, escrescenze ossee che vanno a sostituire il tessuto cartilagineo, causando dolore e spesso limitazione dei movimenti.

Artrosi: cause e fattori di rischio

Le cause all’origine dell’artrosi sono sconosciute. Una delle condizioni determinanti potrebbe essere la discrepanza tra la quantità di lavoro richiesto all'articolazione e la capacità della stessa di sostenerlo. 

I fattori di rischio principali sono legati all'invecchiamento. Altri, invece, agiscono direttamente sulla cartilagine articolare, e determinano uno stato di squilibrio che evolve verso la patologia. Ecco i principali fattori che ne favoriscono l’insorgenza:

  • L’età
  • Il sovrappeso e l’obesità: il peso eccessivo influisce sulle articolazioni di anca, ginocchio e piede
  • Le fratture e le lesioni articolari
  • I lavori usuranti
  • Lo sport
  • Alcune forme di artrite: artrite reumatoide, gotta
  • Alcune malattie circolatorie: emolisi, osteonecrosi avascolare.

Quali sono i sintomi e i segni dell’artrosi

Il sintomo principale dell'artrosi è il dolore di tipo meccanico che si genera con il movimento e si attenua, o regredisce con il riposo. Generalmente, il dolore è sordo e raggiunge la fase acuta solo in caso di particolari alterazioni della postura o quando si innescano reazioni infiammatorie. 

Un'altra manifestazione tipica è la rigidità mattutina o dopo un periodo prolungato di inattività, che di solito ha breve durata, mai superiore ai 30 minuti. Negli stadi più avanzati dell’artrosi, compare una progressiva limitazione funzionale.

Tra i segni obiettivi, si osserva l'aumento delle dimensioni dell'articolazione. La tumefazione è dura, in genere, a causa della presenza di osteofiti e della riduzione dello spazio articolare. In caso di versamento di liquido sinoviale, il liquido che riempie la cavità articolare, la tumefazione può avere una consistenza molle.

Dove colpisce l’artrosi

La localizzazione del processo artrosico dipende sia da fattori costituzionali che da fattori ambientali, pertanto tende a variare in base al sesso, all'età e allo stile di vita.

In generale, dopo i 50 anni, vengono colpite più frequentemente le piccole articolazioni delle mani e le articolazioni sottoposte al carico del peso corporeo, come quelle della colonna vertebrale e delle ginocchia.

Artrosi alle mani

L’artrosi alle mani presenta caratteri che per la loro specificità meritano un breve cenno. Si presenta infatti con deformazioni tipiche a carico delle piccole articolazioni delle dita:

  • I noduli di Heberden: che colpiscono le articolazioni distali (finali) delle dita
  • I noduli di Bouchard: che interessano le articolazioni prossimali delle dita.

Entrambe le manifestazioni possono provocare dolore e limitare, a volte in modo grave e invalidante, l’uso delle articolazioni. 

L’artrosi alle mani colpisce con più frequenza le persone in età avanzata, le donne, e coloro che hanno subito traumi pregressi alle mani. 

Artrosi alla colonna vertebrale

L’artrosi alla colonna vertebrale si presenta con osteofiti protundenti a carico delle vertebre. Le lesioni possono provocare una compressione delle radici dei nervi spinali, e di conseguenza causare dolore, formicolio e intorpidimento di alcune parti del corpo. I segmenti più colpiti sono quelli della colonna lombare e cervicale. 

L’artrosi lombare dà come sintomo principale lombalgia, il tipo più comune di mal di schiena. Mentre l’artrosi cervicale, oltre ai sintomi tipici dell’artrosi come rigidità e dolore, può provocare anche:

Artrosi al ginocchio (o gonartrosi)

L’artrosi al ginocchio (o gonartrosi) è causata dallo sfregamento anomalo del femore sulla tibia. Ai fattori tipici che ne favoriscono l'insorgenza, come l’età e il peso, si aggiunge anche la rimozione chirurgica del menisco.

I sintomi specifici sono:

  • Dolore
  • Rigidità articolare
  • Arrossamento della pelle
  • Gonfiore
  • Scricchiolii
  • Ridotta mobilità.

L’artrosi al ginocchio è, al momento, una condizione irreversibile, di cui è possibile il solo trattamento dei sintomi. Quando la terapia farmacologica e conservativa non è più sufficiente, il trattamento definitivo è quello della protesi articolare. 

Come si fa una diagnosi di artrosi

La diagnosi di artrosi viene stabilita mediante visita medica, e si basa sull’analisi dei sintomi e sull’esame radiologico. 

L’esame radiologico (o raggi X) permette di rilevare, negli stadi avanzati della malattia:

  • La riduzione dello spazio articolare
  • La sclerosi dell'osso subcondrale nelle zone sottoposte al carico
  • La presenza di osteofiti e geodi (cisti ossee) ai margini delle articolazioni o nel punto di inserzione dei tendini.

Non sempre il grado di alterazione dimostrabile radiologicamente è correlato all'entità dei sintomi.

La principale diagnosi differenziale è con l’artrite, che è una condizione infiammatoria. A questo scopo, possono essere utili gli esami che mirano ad escludere eventuali processi infiammatori in atto, come: 

  • L’esame del liquido sinoviale, che nell’artrosi presenta un carattere non infiammatorio
  • La conta dei globuli bianchi, che in caso di artrosi è inferiore a 1000
  • Gli esami del sangue.

Come si può curare l’artrosi

Il trattamento dell’artrosi mira a migliorare la qualità della vita del paziente attraverso:

  • La riduzione del dolore
  • La conservazione della funzionalità articolare
  • Il rallentamento della progressione del danno.

Di primaria importanza è il controllo ed eventualmente la correzione di fattori di rischio modificabili, come:

  • L'obesità e il sovrappeso
  • L’utilizzo eccessivo e scorretto di determinate articolazioni
  • Le condizioni metaboliche, endocrine, infiammatorie e traumatiche che alterano l'integrità del tessuto cartilagineo. 

Un’attività fisica moderata e un serio programma riabilitativo possono avere un'importanza fondamentale nel trattamento. Contribuiscono, infatti, al mantenimento dell'escursione articolare, alla stimolazione dei processi riparativi della cartilagine e al rinforzo della muscolatura, con un conseguente incremento della stabilità delle articolazioni. 

Trattamento chirurgico

In caso di fallimento della terapia conservativa è necessario ricorrere alla chirurgia, con:

  • Interventi palliativi
  • Interventi di sostituzione protesica.

Gli interventi palliativi come osteotomie e artrodesi cercano di ridurre il dolore articolare, modificando o abolendo il carico sull'articolazione interessata.

In caso di artrosi molto avanzata, l'intervento di sostituzione totale o parziale, mediante protesi artificiale, migliora in modo radicale la qualità della vita dei pazienti.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica principale per l’artrosi è quella analgesica, che mira alla riduzione del dolore. Nello specifico, il paracetamolo è il trattamento d’elezione, in caso di dolore lieve e moderato. Gli oppiacei, invece, a causa dei loro effetti collaterali vengono raramente prescritti. 

La terapia farmacologica, inoltre, può avvalersi dell'utilizzo di condroprotettori, farmaci capaci di frenare i processi degenerativi artrosici, e di influenzare il metabolismo della cartilagine. Tra questi, l’acido ialuronico si è dimostrato utile come terapia antalgica negli stadi iniziali della patologia. La condroitina solfato, invece, ha dimostrato di ridurre il danno a carico delle ossa e delle cartilagini nell’artrosi del ginocchio e dell’anca. 

In caso di episodi infiammatori acuti e subacuti può essere utile ricorrere, purché saltuariamente, alle infiltrazioni intra-articolari, con un preparato di corticosteroidi.